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Il Fortino

La storia
Nella metà degli anni ’80 un gruppo di ambientalisti iniziò una difficile battaglia per difendere falchi e cicogne che venivano uccisi a migliaia ogni primavera sulle coste calabresi e siciliane dello stretto di Messina. I volontari erano giovani e meno giovani provenienti da molte città d’Italia, della Germania, dell’Inghilterra, della Svezia e della Tunisia. I primi anni furono caratterizzati da numerose aggressioni contro i volontari che difendevano i migratori ma ciò, invece di intimorire, contribuì a rafforzare la determinazione di questo gruppo di persone che desiderava cambiare una tradizione locale sbagliata.
Nacque così l’idea di una casa comune per tutti coloro che giungevano ogni anno sullo Stretto di Messina e dove dar vita ad un Centro Internazionale per far conoscere e difendere la Natura. Il posto ideale fu subito individuato nel Fortino di Matiniti Inferiore e nel 1989 fu avanzata la prima richiesta. Iniziò così il lungo iter burocratico che portò nel 2001 la Fondazione Mediterranea Falchi ad ottenere questo luogo tanto desiderato.

ECO - Centro Permanente di Volontariato per la Natura
Nel 2002 è iniziato il lavoro per mettere su carta le molteplici funzioni che si intendono realizzare nel Fortino, attraverso un confronto aperto tra coloro che da molti anni sognano quel luogo nato a nuova vita e i volontari che solo da pochi anni hanno iniziato a collaborare al progetto. Il gusto, la percezione e la cultura italiana insieme a quella tedesca e inglese si sono quindi mescolate nel ridisegnare le potenzialità del Fortino per realizzare le differenti funzioni desiderate.
Un vero ECO - Centro Permanente di Volontariato per la Natura, negli obiettivi come nella ideazione, eleggendo a baluardo della difesa del comune patrimonio naturale una struttura nata nello spirito tradizionale dei sistemi difensivi nazionali per assurgere a luogo per eccellenza di apertura e condivisione, dove la “difesa” della natura si costruisce attraverso la conoscenza, il confronto, la divulgazione, la condivisione tra tutti i popoli che hanno la responsabilità della sua sopravvivenza.
Senso di appartenenza e di responsabilità verso le risorse naturali sono le due principali leve sulle quali si costruisce la “comunità del Fortino” ed il progetto stesso di ECO - Centro Permanente di Volontariato per la Natura, che mostra un esempio di Patrimonio di Comunità (Community Conserved Areas), dove la risorsa comune dei migratori, distribuita su una dimensione territoriale vasta, consente comunque a persone di paesi molto distanti fisicamente e culturalmente di sentire e condividere la responsabilità della loro sopravvivenza. Infatti vi è nei volontari la consapevolezza che molte specie oggi debbano affrontare le insidie di un pianeta in cui gli habitat naturali e seminaturali subiscono, per cause antropiche, drastiche riduzioni sia nel vecchio continente quanto nelle distese africane. In questo caso quindi, rispetto ad altri, non è l’uso sostenibile bensì l’aiuto a specie animali selvatiche minacciate il collante e la ragione dell’unione di questa comunità. L’esperienza locale si incontra con quella internazionale per condividere informazioni, cercare risposte, tentare soluzioni, verificarne i risultati, apprendere dagli errori per continuare a fare qualcosa di utile per la conservazione della natura e migliorare la convivenza uomo-natura.
Tutto questo e altro ancora racchiude il progetto del Centro Permanente di Volontariato per la Natura, che prende vita attraverso cinque assi principali: la sostenibilità, la ricerca e la formazione, il volontariato e le relazioni sociali, l’educazione ambientale, la conservazione della natura e sviluppa già al suo interno tre percorsi sulla natura: la fauna, la flora, gli habitat.

Gli assi principali del progetto.
La sostenibilità: obiettivo è realizzare un esempio di attenzione verso utilizzo/gestione di energia, acqua, rifiuti e materiali.
La ricerca e la formazione: costituiscono le basi per costruire una piena e consapevole partecipazione alla conservazione e gestione delle risorse naturali.
Il volontariato e le relazioni sociali: la valorizzazione ed il rafforzamento sociale dei comportamenti altruistici e della forte esigenza di socialità della nostra specie al servizio della vita sul Pianeta, la nostra vera comunità.
L’educazione ambientale: la traduzione delle conoscenze acquisite con la ricerca e la formazione in pianificazione, programmazione e realizzazione di percorsi educativi.
La conservazione della natura: l’attuazione di specifici progetti per la salvaguardia di specie e habitat naturali con il sostegno diretto ed indiretto della comunità del centro.

I percorsi sulla natura.
La fauna: dagli animali di affezione agli animali selvatici, in un percorso dove la conoscenza e le emozioni ci aiutano a far crescere in noi il senso di responsabilità e di attenzione verso tutte le altre forme animali.
La flora: le cultivar tipiche dell’area mediterranea e le specie selvatiche ci raccontano la lunga storia intrecciata alla nostra, vecchia di migliaia di anni, e ci sorprendono con le inimmaginabili capacità della vita vegetale.
Gli habitat: imparare a conoscere come e quanto l’uomo sia un elemento importante degli habitat naturali e seminaturali, dalle aree coltivate alle zone umide, dalla gariga alla macchia mediterranea, dal prato–pascolo al bosco.


 

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